
Luciano Ligabue è un'altro artita che adoro...al di la di quello che possiate pensare!
Ricordate il mitico concerto al campo volo??......bè ovvio che c'ero! I bilgietti me li ha regalati il mio ragazzo come regalo di laurea!...indimenticabile!!Peccato che lui era via per lavoro in quei giorni, ma sono andata con il mitico Fonta...altro fan come me!
"Dicono che tutto sia comunque scritto quindi tanto vale che non sudi
Nasci da incendiario muori da pompiere dicono
Dicono che devi proprio farti fuori se vuoi fare il rock in qualche modo
Che ti portiamo i fiori lì nei cimiteri mitici
Sei già dentro l'happy hour vivere vivere costa la metà
quanto costa fare finta di essere una star?
Dicono che nasci solo per soffrire ma se soffri bene vinci il premio
Di consolazione chi non salta l'eccezione è
Dicono che i sogni sono tutti gratis ma son quasi tutti quanti usati
Copriti per bene che non ti conviene il mondo qui
Sei già dentro l'happy hour vivere vivere solo la metà
e la vita che non spendi che interessi avrà?
Si può però morire vivendo sempre e solo per sentito dire
Si può però morire per la fame che non hai
Dicono che il cielo ti fa stare in riga che all'inferno si può far casino
Mentre il purgatorio te lo devi proprio infliggere
Sei già dentro l'happy hour…"
("Happy Hour", Ligabue)
Siamo d'accordo, Ligabue è un cantautore mainstream, discretamente nazional-popolare, spesso sopra le righe, costantemente ancorato alla propria terra d'origine per darsi un tono… Però, insomma, qualche volta sa essere tutto questo in modo più che dignitoso. In particolare, quando utilizza le parole (sia con la musica che col cinema che con i libri) capita che riesca a colpire nel segno. Ad esempio, tra tutti i tormentoni estivi che ci potevano capitare, quest'anno, con "Happy Hour", non ci è andata poi male. Sorvolando su arrangiamenti che ripropongono per la centesima volta i fraseggi di "Balliamo sul mondo", il testo ci regala un'ottima fotografia dei nostri tempi, tempi in cui si dice volentieri tutto e il contrario di tutto, tempi in cui ci si affanna a curare molto l'immagine e poco la sostanza, tempi in cui la vita media si cristallizza in un vortice di luoghi comuni, di status symbol massificati, di inerzie fisiche e cerebrali. Così con una manciata di buone immagini (i sogni usati, l'happy hour, la vita per sentito dire) e di frecciatine sarcastiche ("quanto costa fare finta di essere una star?") Ligabue finisce col farci un figurone. Molto più della compagnia telefonica che ha scelto questo pezzo come jingle pubblicitario nonostante lo spot in questione fosse di fatto l'epitome di ciò che Ligabue intendeva criticare. (30-12-2006)




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